martedì 27 ottobre 2015

Verità sull' acqua alcalina Ionizzatori PH : CHI CI GUADAGNA / COSA ?

Ionizzatori d'acqua alcalina
Bufala: ionizzatori ed alcalinizzatori sono commercializzati tramite aziende che vendono con modalità multi-level marketing (o piramidale che dir si voglia), che sono società con un’etica piuttosto discutibile. Verità: Un'azienda non etica è quella che vende prodotti nocivi per la salute, non certo quella che vende prodotti che migliorano la salute. Personalmente, mi auguro di tutto cuore che le aziende che vendono prodotti che migliorano lo stato di salute dei propri clienti abbiano un successo sempre più grande. Magari in questo mondo potessero prosperare solo le aziende che vendono prodotti che migliorano lo stato di salute e il benessere delle persone! Poi certo si può discutere sul profitto, si sa che le aziende con un marketing multilivello devono dare molte provvigioni su tanti livelli e questo fa lievitare il prezzo. Sul mercato italiano si possono trovare degli ionizzatori ottimi. anche se spesso sono ahimé troppo cari. Ho testato molti altri ionizzatori d'acqua alcalina, e fra tanti uno in particolare che dà degli ottimi risultati in termini di ORP e di pH è lo ionizzatore d'acqua alcalina MeglioinSalute.com Testato anche da colleghi in Giappone, siamo rimasti molto sorpresi dalla qualità di questo ionizzatore. Rapportato alla sua qualità, inoltre, il prezzo è ottimo e alla portata di tutti. Altri marchi che ho visto e testato recentemente, realizzati in paesi come Cina e Taiwan, peccano invece di qualità sui materiali d'impiego e di conseguenza sui risultati. Si sa, quando un prodotto inizia ad essere venduto, ci si buttano in molti, purtroppo senza l'esperienza e le competenze necessarie. Addirittura chi fino a ieri vendeva farmaci, integratori, materassi, poltrone massaggianti … e chi più ne ha più ne metta. Ma questo è il mercato. Sta all'attento consumatore fare la scelta migliore. Bufala: IINVECE DI SPENDER DENARO PER ACQUISTARE MACCHINARI CHE IONIZZANO O ALCALINIZZANO L'ACQUA, SAREBBE PIU' SAGGIO E MENO DISPENDIOSO MODIFICARE LA PROPRIA ERRATA ALIMENTAZIONE, PER OTTENERE QUESTI BENEFICI: Verità: Vi assicuro che tutti i pazienti, inclusi quelli vegetariani e vegani, sono tutti acidi! Non ci credete? Allora misurate il pH delle vostre urine! Certo che se una persona: non mangia MAI proteine animali (carne, pesce, uova, latte e derivati ecc); non mangia MAI dolci; non mangia MAI cibi a base di farine raffinate; non mangia MAI fritti, soffritti, cibi cotti ed elaborati; non beve MAI thè né tantomeno caffè; respira solo aria molto pura; beve sempre e solo acqua molto pura (non gasata, nè col minimo inquinante); non si stressa e non si arrabbia mai; può sempre dormire quando ha sonno e si sveglia solo quando ha riposato a sufficienza, ebbene allora questa persona potrebbe non avere bisogno dell'acqua alcalina ionizzata, sebbene ne trarrebbe comunque un gran beneficio, in quanto l'acqua alcalina ionizzata è più idratante e fortemente anti-ossidante. Ma quante persone conoscete così?... Tutte le altre persone, (praticamente tutti!) invece hanno un grande bisogno dell'acqua alcalina ionizzata, pena l'inesorabile depauperamento delle sostanze alcaline dell'organismo, l'invecchiamento precoce, la predisposizione a malattie degenerative ecc.. Semi-Bufala: L'alimentazione corretta per l'uomo è l'alimentazione vegetariana. Con questa alimentazione corretta il pH sarà alcalino. Più si mangia carne più il nostro corpo (e l'urina) sarà acido e più saremo esposti a vari problemi di salute. Verità: Certamente è vero che abbiamo un gran bisogno di frutta e verdura fresche, cibi alcalinizzanti; potremmo e dovremmo ridurre al minimo (e meglio ancora a zero) le proteine animali (carne pesce, uova, latte), ma quante persone sono pronte a farlo? Saprebbero cosa mangiare al posto degli alimenti eliminati e come rendere comunque bilanciata ed equilibrata la propria dieta senza incorrere in gravi carenze nutrizionali? Sapete quante persone ho conosciuto nel mio studio che sono state vegetariano/vegane per anni e che purtroppo hanno subìto gravi carenze nutrizionali? Io sono convinto che quella vegetariana o meglio vegana sia l'alimentazione per la nostra salute, MA bisogna sapere quello che si fa! Prima di eliminare alimenti, è fondamentale integrare la propria dieta con altri alimenti, aggiungerne di nuovi, in modo tale da non andare incontro a carenze nutrizionali che possono portare a malattie altrettanto gravi di quelle che derivano dalle proteine animali! L'alimentazione vegetariana/vegana non è assolutamente sufficiente a garantire un buon equilibrio acido-basico! A meno che non ci siano tutte le altre condizioni elencate alla bufala di cui sopra, cioè a meno che... non siate UN FACHIRO EREMITA! Provare per credere! UN ULTIMO SUGGERIMENTO... State molto attenti quando scegliete da quale professionista della salute farvi aiutare! Un pezzo di carta ahimè non basta per fare un bravo professionista, in nessun ambito e a maggior ragione in questo. Troppi sono gli interessi economici in gioco, troppe le mode, troppe le prese di posizione per partito preso e non a ragion veduta. "Attenzione ai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci!" (Vangelo [Mt 7, 15] ) Intendiamoci, io NON VENDO IONIZZATORI D'ACQUA e me ne guardo bene! Ci sono molti modi di procurarsi l'acqua alcalina ionizzata e ognuno di questi ha pro e contro. Ognuno decida in base a quanto vuole spendere e a cosa vuole ottenere, ma mi sembra giusto dare tutte le informazioni, pro e contro ogni metodo.

martedì 20 ottobre 2015

VERITà 2015 VERONA : CHI CI HA GUADAGNATO DALLE ACQUE PRIVATIZZATE DOPO IL REFERENDUM DEL 2011 IN ITALIA?

Il 12 e 13 giugno 2011 oltre 27 milioni di italiani votarono i quesiti sui servizi pubblici locali. Oggi Napoli ha affidato il servizio ad “Acqua bene comune”, mentre Reggio Emilia ha preparato una ri-pubblicizzazione che oggi è messa in discussione (e per questo sabato 13 giugno in città si terrà una manifestazione). Ecco chi cerca di tradurre in pratica i “2 sì per l’acqua bene comune”. “Napule è mille culure” cantava Pino Daniele. Uno è senz’altro l’azzurro del mare che bagna la città, e dell’acqua pubblica, e forse per questo i comitati cittadini hanno usato le parole del cantautore scomparso a gennaio 2015 per festeggiare l’affidamento del servizio idrico della città adABC (www.arin.na.it), azienda speciale del Comune di Napoli. ABC significa Acqua Bene Comune: l’azienda, infatti, porta nel nome il dna del referendum del 2011. Il 12 e 13 giugno di quattro anni fa la maggioranza degli italiani manifestò la volontà di affidare ovunque la gestione del servizio idrico integrato a soggetti pubblici, ma si rincorrono nell’ordinamento interventi normativi che vanno in direzione “ostinata e contraria”, nonostante a livello globale si assista prevalentemente a fenomeni di ri-municipalizzazione (vedi l’intervista a p. 24). Il Comune di Napoli, in controtendenza rispetto al resto del Paese, ha invece deliberato a marzo l’affidamento -per trent’anni-, e ABC si è impegnata entro la fine di ottobre alla presentazione di un Piano industriale: “La delibera del Comune di Napoli è arrivata in un momento particolarmente importante, perché la Regione Campania stava approntando una nuova legge regionale sul servizio idrico integrato che prevede la creazione di un unico ‘ambito territoriale ottimale’ su scala regionale” racconta ad Altreconomia l’avvocato Maurizio Montalto, specialista in Diritto e gestione dell’ambiente e presidente di ABC, una dimensione che secondo Montalto “il pubblico non sarebbe in grado di gestire”. Anche se formalmente nessuno obbliga alla privatizzazione, cioè, la scala prevista potrebbe essere compatibile solo con la presenza di un soggetto privato. Che in Campania ha già un nome, ed è quello di Acea, lamultiutility romana quotata in Borsa, controllata al 51% dal Campidoglio, presente nel capitale di Gori spa – il gestore che opera nell’area sarnese-vesuviana- e di Gesesa, presente in 13 Comuni del beneventano, tra cui il capoluogo. “Gori ha cumulato un debito di circa 270 milioni di euro nei confronti della Regione, e la giunta Caldoro ha deciso di condonarne 70 e rateizzare la restituzione degli altri duecento -spiega Montalto-: per noi, invece, pare impossibile arrivare a rateizzare un debito di 50 milioni di euro”. Oggi ABC fattura circa 100 milioni di euro all’anno, e ha circa 300mila utenze (nel centro storico e in molti quartieri di Napoli i condòmini hanno un unico contatore). Cittadini che bevono acqua di alta qualità, convogliata grazie ad opere importanti, come l’acquedotto che collega Napoli alle sorgenti del Serino, in provincia di Avellino, lungo circa 60 chilometri. La legge regionale -la cui approvazione prima della decadenze del consiglio in vista delle elezioni di fine maggio è stata frenata dall’opposizione dei comitati per l’acqua pubblica, http://retecivica-ato3.blogspot.it– avrebbe ridisegnato i bacini idrografici, “scippando” a Napoli le sorgenti più importanti per farle ricadere nell’area di pertinenza di Gori. Montalto invita a considerare Napoli, e il suo golfo, come “assediate con una strategia di tipo bellico, puntando direttamente alle fonti”. Anche l’Acquedotto pugliese (AQP), società per azioni di proprietà della Regione Puglia, a fine marzo 2015 ha stretto con Gori una partnership, salutata dall’ad della società pugliese come “una importante opportunità per perseguire economie di scala a livello di distretto idrografico dell’Appennino meridionale”. Pure l’AQP prende acqua (di qualità) in Irpinia, riserva importante per tutto il Sud Italia. L’acqua bene comune è del resto una risorsa scarsa, e usi ed abusi agricoli e industriali ne degradano la qualità, come evidenza l’ultimo rapporto Ispra sui pesticidi nelle acque, diffuso a inizio 2015: l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale nella sua attività di monitoraggio ha trovato pesticidi nel 56,9% dei 1.355 punti di monitoraggio delle acque superficiali e nel 31,0% dei 2.145 punti di quelle sotterranee. La presenza di importanti sorgenti è, probabilmente, una delle ragioni che hanno spinto l’ente d’ambito alessandrino ad intimare la consegna delle reti al Comune di Costa Vescovato, che ancora le gestisce in proprio. Gli utenti serviti -500 abitanti sparsi sui colli tortonesi- non paiono sufficienti a muovere l’interesse di un gestore privato. In tutta la provincia, è l’ultimo comune resistente: la consegna delle reti sarebbe “obbligata”, secondo l’ente d’ambito, da quanto previsto nella legge Sblocca-Italia del novembre 2014. Di avviso diverso è però la Regione Piemonte, che con una circolare ha ribadito la salvaguardia per le gestioni dei Comuni montani sotto i mille abitanti. Anche nel Lazio, alcuni Comuni dell’Ato 2, quello che “contiene” anche la città di Roma, hanno ricevuto una diffida a consegnare le reti ad AceaAto2, che è il gestore d’ambito. Secondo il Forum italiano dei movimenti per l’acqua (www.acquabenecomune.org) la richiesta sarebbe illegittima, perché nel territorio regionale è in corso una rideterminazione degli ambiti territoriali ottimali, dopo l’approvazione nel 2014 di una nuove legge regionale sul servizio idrico integrato, “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”. Otto enti hanno fatto ricorso al tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio. In Parlamento, intanto, avanza l’iter di approvazione della riforma della pubblica amministrazione: gli articoli 13 e 14 del “ddl Madia” (dal nome del ministro proponente, Marianna Madia), che mentre scriviamo è alla Camera in seconda lettura, per l’approvazione definitiva, puntano a limitare drasticamente la possibilità di gestione pubblica e incentivano i processi di aggregazione tra aziende intorno ai quattro colossi multiutilities quotati -che sono A2A, Iren, Hera e Acea-, oltre a favorire la perdita del controllo pubblico dei soggetti gestori. In Emilia-Romagna, così, è già in corso la “discesa” della partecipazione pubblica in Hera dal 51% al 38%. I maggiori azionisti pubblici della società sono il Comune di Bologna (9,99%) e quello di Modena (9,82%). Pochi chilometri più a Ovest lungo la via Emilia, però, lo scenario è completamente diverso. E Reggio Emilia potrebbe essere, dal 1° gennaio 2016, la seconda città italiana a “realizzare il referendum”, dopo Napoli. “L’affidamento del servizio idrico integrato a Iren Emilia è scaduto a fine 2011” racconta Emiliano Codeluppi, del Comitato acqua bene comune reggiano (www.facebook.com/groups/acquapubblica.re). Sono quasi 4 anni, quindi, che in città e negli altri 44 Comuni della provincia si discute il futuro della rete acquedottistica realizzata (e un tempo gestita) da Agac, la società pubblica reggiana poi “diluitasi” nel decennio scorso prima in Enia e quindi in Iren, entrambe utility quotate in Borsa. “Il Comune di Reggio Emilia, attraverso ATERSIR, l’Agenzia regionale per i servizi, ha incaricato un soggetto terzo di sviluppare un piano di fattibilità dell’affidamento a un soggetto pubblico. A partire dalle indicazioni contenute nel Piano d’ambito, in particolare per quanto riguarda investimenti e tariffe, sono definiti tre scenari, e tutti evidenziano che la nuova azienda pubblica potrebbe sostenere, tranquillamente, il livello di investimenti previsti senza dover ritoccare verso l’alto le tariffe”. Con un documento dell’8 giugno, la direzione provonciale del Partito democratico ha preso posizione contro l’opzione della ri-pubblicizzazione. La società di consulenza ha calcolato anche il costo di subentro, da riconoscere al vecchio gestore per gli investimenti realizzati e non ancora ammortizzati: servono circa 125 milioni di euro. Come recuperare queste risorse è l’unico elemento di incertezza, insieme alla definizion della natura societaria del nuovo gestore. Le due opzioni possibili sono quelle di una società per azioni al 100% pubblica o di un’azienda speciale, sul modello napoletano. Solo quest’ultima, per statuto, non deve distribuire utili agli azionisti.

ACQUA NATURALE (Leggera) a più basso RESIDUO FISSO "TDS" disponibile in ITALIA VERONA = LAURETANA 14 mg/l

LAURETANA DESCRIZIONE Lauretana è un'acqua minimamente mineralizzata. La sua composizione ionica la classifica come Bicarbonata e Calcica. Ha un bassissimo Residuo Fisso di 14 mg/l, quindi è molto leggera. Inoltre il suo basso contenuto di sodio, solo 1,1 mg/l, favorisce la diuresi, riducendo fortemente la ritenzione idrica. Le caratteristiche organolettiche e chimico-fisico di Lauretana ne fanno un'acqua minerale consigliata per tutti i giorni. Un'acqua che, per la sua tipicità, non interferisce con la composizione degli ingredienti ad essa abbinati. La bottiglia in vetro è stata realizzata da un grande designer, Paolo Pininfarina. "Ho affrontato il progetto secondo la migliore delle accezioni, quella di non aggiungere, se mai di togliere. La peculiare identità del contenuto si è confrontata con l'estrema semplicità del recipiente nel più atteso equilibrio di peso e forma". ETICHETTA : Sorgente Monte Rosa (Italia) Residuo Fisso a 180°C 14 mg/l Ph alla sorgente 6 Bicarbonato 4.7 mg/l Potassio 0.2 mg/l Solfato 1.5 mg/l Sodio 1.2 mg/l Calcio 1.3 mg/l Magnesio 0.3 mg/l Durezza in gradi francesi 0.44 POTREBBE PIACERTI ANCHE Lauretana Confezione da 12 Bottiglie da 75 cl. in vetro. Gassata.

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domenica 2 febbraio 2014

COSA TROVIAMO NELL'ACQUA?

Per definizione l'acqua deve essere:
INCOLORE
INSAPORE
INODORE



Il pianeta Terra forse in origine aveva un'acqua di queste caratteristiche ma a tutt'oggi lo scenario di quello che beviamo è drasticamente cambiato .

Ora l'acqua ha sicuramente qualcosa in "più", vediamo assieme:

Odori: odore di uova marce dovuto alla presenza di solfuri; odore di pesce dovuto alla presenza di metaboliti algali; odore di candeggina dovuto alla presenza di cloro utilizzato nel processo di potabilizzazione dell'acqua.

Sapori: ogni singolo sapore riscontrato nell'acqua corrisponde allo specifico odore come sopra descritto.

Torbidità: dovuta alla presenza di sostanze indisciolte disperse nell'acqua; anche i microorganismi concorrono a "sporcare" l'acqua.

Cloruri: dovuti all'intrusione di acque salmastre oppure allo scorrimento dell'acqua di falda che attraversa terreni gessosi.

Calcio: normalmente presente nell'acqua di falda che scorre su strati di roccia calcarea; insieme al magnesio determina la durezza dell'acqua espressa in gradi francesi (°F), dove un grado francese corrisponde a 10 milligrammi per litro di calcio e magnesio.

Magnesio: quasi sempre associato al calcio nella stessa proporzione con la quale si trova presente nelle rocce calcaree.

Sodio: presente nelle acque naturali associato ai cloruri, oppure dovuto al trattamento dell'acqua con addolcitori a scambio ionico che lo utilizzano come rigenerante delle resine.

Alluminio: presente nelle acque con pH molto elevato; molto spesso la presenza di alluminio nell'acqua è dovuta al suo utilizzo come flocculante nel processo di potabilizzazione.

Nitriti: dovuti alla trasformazione microbiologica dell'ammoniaca; i nitriti presenti nell'acqua sono l'indicatore chimico di un inquinamento da microorganismi.

Nitrati: dovuti principalmente ai fertilizzanti chimici utilizzati in agricoltura, ai liquami della zootecnia e agli scarichi fognari; quando entrano nell'organismo e si associano alle ammine contenute nei cibi, i nitrati danno origine alle nitrosoammine che sono universalmente riconosciute come sostanze cancerogene.

Vedi anche la tossicità dei nitrati

Ammoniaca: presente in quasi tutte le acque sotterranee a seguito di trasformazioni microbiologiche delle sostanze vegetali.

Solfuri: presenti nelle acque di pozzo a seguito di trasformazioni microbiologiche delle molecole di zolfo.

Boro: dovuto agli scarichi delle industrie che lavorano la ceramica.

Cloroderivati: sostanze tossiche o cancerogene derivanti dalla reazione chimica del cloro con la materia organica animale o vegetale presente nell'acqua.

Vedi anche Due parole sul cloro

Ferro: metallo pesante presente in quasi tutte le acque sotterranee; se lo si trova al rubinetto in forma ossidata, ovvero come pezzettini di ruggine, indica uno stato di corrosione delle tubature e una probabile presenza di ferrobatteri.

Manganese: presente quasi sempre associato al ferro, anche se in proporzioni decisamente inferiori.

Cloro: residui di cloro si riscontrano solo nelle acque degli acquedotti che lo utilizzano come disinfettante nel processo di potabilizzazione; la comunissima candeggina è cloro (ipoclorito di sodio) diluito al 10%.

Vedi anche Due parole sul cloro

Arsenico: sostanza altamente tossica la cui presenza nell'acqua è dovuta a scarichi delle industrie che lo impiegano per la produzione di insetticidi.

Cianuri: pressochè assenti nelle acque naturali ma presenti in quelle contaminate dagli scarichi delle industrie che lavorano i metalli (per esempio galvanoplastica e zincatura).

Piombo: metallo pesante altamente tossico, soprattutto per il sistema nervoso, molto frequente nelle acque che scorrono dentro tubature di ferro tra loro unite con saldature a piombo.

Mercurio: elemento tossico presente nell'acqua a seguito di scarichi industriali delle aziende che operano nella produzione del cloro e della soda.

Antiparassitari: fanno parte di questo gruppo di inquinanti i pesticidi, i funghicidi, i diserbanti, gli alghicidi, gli insetticidi e tutti i loro derivati; gli antiparassitari sono inquinanti ad elevata tossicità, alcuni sono cancerogeni, la cui presenza nell'acqua è dovuta al loro massiccio impiego nelle attività agricole..

martedì 20 agosto 2013

L’osmosi inversa: è la soluzione ideale per l’acqua ad uso alimentare tramite un processo fisico senza nessun additivo chimico.



L’OSMOSI et. dal Greco OSMOS (spinta laterale)
Il fenomeno dell’ OSMOSI è alla base di ogni scambio cellulare degli esseri viventi, animali e vegetali.

Si manifesta, naturalmente, quando due soluzioni a differente concentrazione salina vengono separate da una barriera (membrana) semipermeabile.
Avviene che la soluzione più diluita passa attraverso la membrana per andare a diluire la soluzione più salina.
Il passaggio si ferma al raggiungimento di un punto di equilibrio detto ISOSTATICO.






L’OSMOSI INVERSA

La necessità (l’utilizzo) dell’uomo non è quella di sfruttare il processo naturale dell’osmosi ma esattamente l’opposto.
Attraverso il principio della reversibilità, si può invertire il flusso naturale dell’osmosi ed ottenere così l’ OSMOSI INVERSA.
Il procedimento necessita di una pressione artificiale attraverso la quale si spinge l’acqua salina contro la membrana semipermeabile, producendo così acqua perfetta per le necessità alimentari.
Le impurità, per via delle loro dimensioni, non sono in grado di superare la porosità della membrana, tranne quelle in forma ionica.
Il trattamento di osmosi inversa consiste quindi nel forzare l’acqua attraverso una membrana semipermeabile per separare i corpi estranei disciolti, di origine sia organica che inorganica.
La membrana per l’osmosi inversa ha una dimensione dei pori minima e quindi non opera una filtrazione convenzionale: l’intera soluzione acquosa da filtrare è spinta attraverso il mezzo filtrante, e ogni impurità troppo grande per passare attraverso i pori del mezzo filtrante viene trattenuta o intrappolata dal mezzo stesso.
Nella filtrazione tangenziale vi sono due flussi in uscita dal sistema: il “concentrato”, ovvero il flusso che contiene quelle impurità che vengono respinte o che non passano attraverso la membrana, e il “permeato”, ovvero il flusso che, spinto attraverso la membrana, la supera.
Il risultato è un’acqua dalla quale sono stati eliminati tutti gli elementi in eccesso in essa disciolti. Per esempio: cloro, calcare, trialometani, sodio, nitrati, pesticidi, atrazina e qualsiasi composto fisico o chimico trasportato dall’acqua.
Un’acqua di eccellente sapore, equilibrata, con i minerali necessari per il nostro organismo, acqua non manipolata, non trasportata né immagazzinata. La rinascita dell’acqua.

INFORMAZIONI GENERALI SULL’OSMOSI
Il principio dell’osmosi diretta e dell’osmosi inversa fu studiato, scoperto ed affinato nel 1900 dalla scienziato “Jacobus Hendricus Van T’Hoff”. Per tali suoi studi, scoperte e invenzioni, ottenne il premio Nobel.
In tutto il mondo la depurazione ad osmosi inversa è considerata la tecnologia più avanzata ed efficiente per la depurazione dell’acqua. Ci sono zone del mondo ove oggi la sopravvivenza sarebbe impossibile se non ci fosse l’osmosi inversa.

’ACQUA DEPURATA CON L’OSMOSI INVERSA::finalmente la verità

L’ACQUA DEPURATA CON L’OSMOSI INVERSA
CONSIDERAZIONI DI “Mr. HORACE MANSFIELD” KANSAS CITY - USA
Ex presidente “Water Quality Association” USA.
Portavoce ufficiale del “Drinking Water Forum Subcommitee, USA.
Massimo esperto mondiale di problemi sull’acqua potabile.


Ci sono alcuni argomenti che, per scarsa conoscenza o per partito preso, rendono diffidenti verso l’osmosi.
Uno di questi è “l’osmosi rimuove i sali minerali”.
Per rendersi conto dell’infondatezza di tale pensiero è necessario che si sappiano alcune cose indispensabili per capire l’argomento
Gli esperti della salute pubblica raccomandano vivamente a tutti, di bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno. maggior parte delle persone fa fatica a berne anche la metà.ingerire la RDA (Recomanded Daily Allowance = dose giornaliera raccomandata) di alcuni sali minerali utili all’organismo, una persona, di Boston o di Milano, dovrebbe bere
- 676 bicchieri d’acqua al giorno per ottenere la RDA del calcio.
- 1846 bicchieri d’acqua al giorno per ottenere la RDA del ferro
- 168.960 bicchieri d’acqua al giorno per ottenere la RDA del fosforo.
Tutto questo non è assurdo ed assai improbabile
Le stesse persone che già fanno fatica a bere meno di 8 bicchieri al giorno si chiederanno“E i miei sali minerali”
Rispondiamo ad una domanda con un’altra domanda“Perché mai una persona intelligente dovrebbe bersi decine e decine di minerali, molti cancerogeni, tutti inorganici (non assimilabili) solo per essere sicuro di ingerire uno o due di cui ha bisogno”. “Perché dovrebbe farlo pur sapendo che nell’acqua ormai sempre più spesso ci sono anche veleni e porcherie”.
E’ risaputo o almeno tutti dovrebbero saperlo (oltre a medici ed alimentaristi) che il corpo umano assume i minerali, le vitamine, le proteine e quanto altro gli è fondamentale solo dal cibo che ingerisce. Basti pensare che, in un boccone di pane, in una forchettata di pasta, in un pezzetto di formaggio o di carne, in un sorso di latte o in una banale foglia di insalata, ci sono più sali minerali che in centinaia e a volte migliaia di litri d’acqua.



Un altro argomento è quello sulla mancanza di gusto.che l’acqua osmotizzata abbia un sapore “piatto”, “neutro” e che in pratica “non ha gusto”.

E’ vero... E’ assolutamente vero.

“Perché è forse il “non sapore” un “cattivo sapore” ??

Forse ci si dimentica, o si ignora, che la OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stabilisce che l’acqua per l’organismo umano deve essere assolutamente insapore, inodore, incolore. Questa caratteristica è, pertanto, un pregio e non un difetto.
Bisogna considerare il fatto, purtroppo, che alcune persone sono ormai così abituate a sentire il puzzo del cloro o di altre porcherie chimiche presenti nell’acqua che, quando non li sentono più, restano sconcertate.
La mancanza di sapore può richiedere certamente un brevissimo periodo di adattamento ma, una volta che una persona si abitua all’acqua pura, il sapore e il puzzo del cloro, quel senso di terra in bocca e tutte le altre porcherie presenti o future, gli sembreranno addirittura offensivi.


CONSIDERAZIONE FINALE SUI “SALI MINERALI”.
SERVONO O NO?
Possiamo in definitiva trarre queste conclusioni: sulle acque esistono 2 correnti di pensiero: la 1^ sostiene che l’acqua deve contenere sali minerali poichè il corpo umano li necessita, la 2^ sostiene che i sali presenti nell’acqua non sono assimilabili perché inorganici, cioè non preventivamente “trattati” dai vegetali. Anzi, che sono dannosi all’organismo perché si “aggregano” e si depositano al suo interno. Un bel dilemma. Chi ha ragione? Acqua ricca di sali o povera di sali? Nella democratica posizione di dubbio tra le due teorie reputiamo comunque sia meglio l’acqua povera di sali: sappiamo che in un boccone di pane e una forchettata di verdure ci sono tutti i sali (organici) quanti in 600-700 bicchieri di acqua. E non corriamo il rischio di berci anche i sali di cianuro, nitrati, pesticidi, ecc.